La facciata, che si affaccia su via Civerchi ai numeri 3 e 5, è lunga 33 metri. In stile barocco veneziano, fu rifatta nel XVII secolo dal marchese Zurla, contravvenendo alle norme del Comune di Crema che vietavano di modificare le facciate in uno stile diverso da quello originale. Lo sviluppo lineare della facciata è sottolineato sia dalle strutture architettoniche che dall'apparato decorativo. Quest'ultimo è limitato alle finestre e al portone: al pianterreno, le aperture sono impreziosite da un delicato ornamento a volute che diventa più ricco e accentuato al piano superiore. In particolare, il decoro delle finestre è più vigoroso e strutturato, con l'aggiunta di modanature più marcate, protomi umane che guardano in direzioni diverse e cime mistilinee dal forte plasticismo.
L’ornamentazione in aggetto maggiore al piano superiore aveva infatti lo scopo di favorirne la visibilità dalla strada. Il portone non è al centro della facciata ed è piuttosto semplice, con un arco a tutto sesto mosso e arricchito da due volute su cui appoggiano altrettanti capitelli che sostengono una semplice cornice di fogliami.
Nel 2023 la facciata è stata completamente ristrutturata, riportandola allo splendore iniziale sia nella struttura che nel colore. I lavori, eseguiti dall’architetto Andrea Sfogliarini e dall’impresa Silvia Baldis restauri, con la partecipazione dell’architetto Ettore Ronchetti.
