Nato a Crema, in via Civerchi 3 (oggi palazzo Barbàra), il 22 dicembre 1821 e morto a Parma il 7 luglio 1888, è stato un contrabbassista, compositore e direttore d'orchestra italiano, spesso definito "il Paganini del contrabbasso" per la sua straordinaria virtuosità con lo strumento.
La sua formazione e l'inizio della carriera: il padre, Pietro, era clarinettista e compositore, e fu lo zio Carlo Cogliati a insegnargli il violino fin da bambino. Fu così che Giovanni si innamorò della musica e nel 1835 vinse una borsa di studio per il Conservatorio di Milano. Le borse di studio erano solo due, per contrabbasso e fagotto: Bottesini scelse il contrabbasso e in poche settimane imparò a suonarlo a un livello tale da essere ammesso. Studiò con Luigi Rossi, ma abbandonò il Conservatorio nel 1839, in anticipo rispetto al previsto, per concentrarsi sulla composizione. In questo periodo riuscì a comprare un contrabbasso "Testore (1716)" per 900 lire, strumento che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. I Testore erano una famiglia di eccellenti liutai milanesi e i loro strumenti si distinguevano per l'eccellente qualità tonale.
La sua carriera internazionale subì una svolta nel 1846-47, quando si esibì come primo contrabbassista per la compagnia d'opera italiana all'Avana. Le sue esibizioni solistiche durante gli intervalli degli spettacoli erano talmente attese che spesso garantivano il tutto esaurito. Da quel momento iniziò un'intensa attività concertistica che lo portò a esibirsi negli Stati Uniti e in tutta Europa. Compositore e direttore diresse concerti a Madrid, Barcellona, Parigi, Napoli, Torino, Il Cairo e Buenos Aires. È però soprattutto celebre per aver diretto, nel 1871, la prima assoluta dell'Aida di Giuseppe Verdi al Cairo; i due musicisti erano legati da una forte amicizia.
La sua produzione era così vasta da superare i 250 lavori, tra cui "Cristoforo Colombo", un'opera in un solo atto, che fu suonata per la prima volta all'Avana nel 1847.
Bottesini pubblicò anche un metodo completo per contrabbasso, nel quale riassunse i propri ideali: "Verità per la scienza, bellezza per l'arte, utilità per l'allievo".
Nel 1888, grazie anche all’interessamento e alla stima di Giuseppe Verdi, fu nominato direttore del Conservatorio di Parma (oggi intitolato a Enrico Boito).
Generoso con i poveri, appassionato di gioco d'azzardo e grande spenditore, Bottesini morì quasi in povertà per cirrosi il 7 luglio 1889, poco dopo aver assunto la direzione del Conservatorio. Alla sua morte, Verdi scrisse: "La perdita di questo illustre artista è una calamità per l'arte, e ne sento il più profondo dolore".
Giovanni Bottesini fu sepolto nel cimitero della Villetta, a Parma, non molto distante dal musicista e compositore Niccolò Paganini.
Le sue composizioni per contrabbasso restano alla base del repertorio solistico dello strumento e sono il termine di paragone per ogni nuovo virtuoso.
